Vivere hygge come Ann Monroe: il piacere delle piccole cose

Vivere hygge come Ann Monroe: il piacere delle piccole cose

Ci sono giorni in cui non serve cambiare vita, basta rallentare un po’ e godersi la vita. Prepararci qualcosa di buono, indossare un cardigan morbido, accendere una luce calda, scegliere una tazza che ci piace davvero e concederci qualche minuto senza dover dimostrare niente a nessuno.

È forse questo il motivo per cui lo stile di vita hygge continua ad affascinare così tante persone. Non promette una vita perfetta, promette qualcosa di molto più semplice e cioè d’imparare a riconoscere il benessere nelle piccole cose.

E, a pensarci bene, c’è qualcosa di profondamente hygge anche nel mondo di Ann Monroe, la protagonista di Ann the Loser.

Che cos’è davvero l’hygge

La parola hygge viene dalla cultura danese e non possiede una traduzione italiana perfetta. Possiamo avvicinarci al suo significato parlando di comfort, intimità, serenità, atmosfera accogliente e piacere delle cose semplici, ma l’hygge non è soltanto una casa piena di candele, cuscini e coperte.

È soprattutto una sensazione. È quel momento in cui ti senti al sicuro, quando non hai bisogno di correre. Quando puoi essere te stessa senza dover impressionare nessuno. Può essere una cena preparata senza fretta oppure un pomeriggio di pioggia trascorso leggendo.

Un caffè bevuto con un’amica o un dolce appena sfornato. Una sera sul divano a leggere un buon libro. Sono piccoli momenti che sembrano insignificanti e che, invece, finiscono spesso per essere quelli che ricordiamo meglio.

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Perché l’hygge si sposa così bene con Ann Monroe

Ann non vive una vita lenta. È una donna ambiziosa, una CEO, ha costruito un’attività importante e ha imparato a cavarsela da sola eppure proprio per questo il concetto di hygge le si addice, perché l’hygge non significa smettere di avere obiettivi, significa creare degli spazi in cui non essere sempre produttive.

Ann ha conosciuto il giudizio degli altri, il bisogno di dimostrare il proprio valore e il desiderio di riscattarsi, ma una parte del suo percorso riguarda anche un’altra cosa e cioè imparare che non tutto deve essere una battaglia. A volte stare bene significa semplicemente permettersi di stare bene.

Una caffetteria può essere un luogo hygge

Pochi luoghi raccontano l’idea di hygge quanto una caffetteria accogliente: il profumo del caffè, le tazze calde tra le mani, una fetta di torta squisita, la luce morbida, le persone che entrano e si fermano per qualche minuto. E poi, se pensiamo alle bellissime caffetterie di Ann, allora tutto ha più senso.

VirtualCafè a Cornell di Ann the loser di Marina Galatioto

Nel mondo di Ann, il cibo non è solo qualcosa da mangiare. È relazione, è memoria, è cura. È anche un modo per creare uno spazio in cui le persone possano sentirsi bene.

Ed è forse questo uno degli aspetti più belli dell’hygge: il benessere non è necessariamente solitario. Può essere condiviso.

Il piacere di preparare qualcosa con le proprie mani

Cucinare può diventare una forma di lentezza. Non perché dobbiamo trasformarci tutte in pasticcere professioniste, ma perché preparare qualcosa costringe a stare nel momento presente: mescolare, rispettare i tempi di lievitazione, assaggiare e poi sentire un profumo che riempie la cucina.

L’hygge vive anche in una torta che non deve essere perfetta e nei biscotti preparati solo perché avevamo voglia di biscotti e in una colazione fatta con un po’ più di calma del solito.

Ann probabilmente approverebbe.

Creare una casa che faccia stare bene

Una casa hygge non deve sembrare uscita da una rivista di arredamento, come capita di vedere nei profili delle instagrammer fissate con l’ordine, deve sembrare nostra.

Questo significa scegliere oggetti, colori e spazi che ci fanno sentire bene, senza inseguire continuamente quello che va di moda. Può bastare pochissimo, ad esempio una lampada dalla luce calda, un angolo dedicato alla lettura, una coperta morbida, qualche fotografia, un vaso di fiori, una candela profumata o una poltrona comoda.

Il punto non è decorare. Il punto è costruire un ambiente in cui ci piaccia tornare.

Vestirsi hygge non significa rinunciare allo stile

Anche l’abbigliamento può diventare parte di questo modo di vivere perché sentirsi comode nei propri panni non significa necessariamente nascondersi.

Un maglione morbido, un cardigan, un abito che segue il corpo senza costringerlo, un paio di pantaloni confortevoli e tessuti piacevoli sulla pelle possono fare la differenza.

Vestirsi hygge significa scegliere capi che ci fanno sentire bene mentre li indossiamo, non capi scelti per la moda o perché tutte li indossano.

Hygge e body positivity

Uno degli aspetti più interessanti dello stile di vita hygge è proprio il concetto di comfort. Siamo abituate a interpretare la comodità come qualcosa di secondario o di negativo.

Prima dobbiamo essere belle, magre, eleganti e ovviamente impeccabili, poi, e solo FORSE, anche comode.

E se invertissimo l’ordine? Se scegliessimo ciò che ci fa stare bene e lasciassimo che anche la bellezza parta da lì?

La body positivity non significa guardarsi allo specchio ogni mattina e pensare di essere perfette. Significa anche smettere di trattare il proprio corpo come un progetto che deve essere continuamente corretto.

Mangiare qualcosa perché ci piace e riprenderci quando siamo stanche.

Indossare un vestito senza chiederci se “snellisce”, soltanto perché ci piace e smetterla di vivere in funzione di come ci vedono gli altri. Stare comode non significa indossare tute sformate brutte e vecchie. Significa indossare capi in cui ci sentiamo noi stesse. Una tuta? Perfetto! Scegline una che abbia stile.

Che rappresenti il TUO stile, e quindi te.

Prenditi il tuo spazio. Siediti. Respira. Sono piccole cose, ma fanno la differenza.

Il lusso di non dover essere produttive

C’è un’altra idea molto hygge che vale la pena ricordare ed è che non tutto ciò che facciamo deve servire a qualcosa. Possiamo leggere un romanzo senza imparare niente o guardare un film soltanto perché ci diverte.

Possiamo preparare una torta senza fotografarla per forza o uscire per un caffè senza trasformarlo in una commissione. Possiamo riposare senza aver “meritato” il riposo.

In una società che misura continuamente il valore attraverso risultati, numeri e produttività, concedersi del tempo inutile può diventare quasi un atto rivoluzionario.

Un pomeriggio hygge in perfetto stile Ann Monroe

Se volessimo immaginare un piccolo pomeriggio hygge ispirato ad Ann, potrebbe essere qualcosa di molto semplice. Ha sempre amato cucinare, quindi la vedrei bene nella sua cucina preparare gustosi cupcake e muffin.

ann the loser che mangia dolci

Ama anche leggere e guardare le serie tv quindi potresti trovarla sistemata comodamente sul divano dopo una giornata campale di lavoro alla ATL oppure sdraiata sul divano ad ascoltare una delle sue playlist preferite. A proposito, su Spotify trovi la sua canzone.

Un’altra attività che Ann ama molto è fare un bel bagno rilassante la sera, prima di andare a dormire. E sai come lo fa? In modo spettacolare! Prima di tutto ecco le sue bath bombs.

bath bombs Ann the loser gadget dal romanzo rosa di Marina Galatioto

Le piccole cose non sono affatto piccole

Lo stile hygge non richiede grandi rivoluzioni, di comprare una casa nuova o cambiare lavoro. Non dobbiamo trasferirci in Danimarca, ma piuttosto portare qualcosa di danese qui, da noi cominciando a prestare più attenzione alle cose che ci fanno stare bene.

E possono essere davvero cose semplicissime e poco costose, come ad esempio una tazza a tema, un profumo per ambienti, un piatto comfort food, una coperta o un libro. Persino il silenzio.

Ann ha impiegato molto tempo per costruire la donna che è diventata, ma una parte della felicità non sta soltanto nei grandi traguardi, bensì anche nei piccoli momenti in cui siamo noi stesse e viviamo il momento.

Ann è hygge e a dire il vero lo sono anch’io. Lavoro tantissimo, ma faccio colazione con la mia tazza preferita, indosso solo ciò che mi piace, mi prendo i miei momenti.

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Marina Galatioto è una scrittrice italiana di romance, romantasy e narrativa contemporanea. È l’autrice di Ann the Loser, commedia romantica dedicata a riscatto, seconde possibilità, body positivity e nuovi inizi. Su AnnTheLoser.com amplia l’universo del romanzo attraverso articoli dedicati a lifestyle, moda, relazioni, benessere, curiosità e temi legati alla storia e ai suoi personaggi. AnnTheLoser.com fa parte dell’Archivio Narrativo di Marina Galatioto, dove ogni romanzo continua oltre l’ultima pagina.

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