
Ci sono canzoni che raccontano una storia e canzoni che sembrano entrare dentro un romanzo e camminare accanto alla protagonista. A Loser’s Swing nasce così.
È la canzone ispirata ad Ann the Loser e, più precisamente, a uno dei momenti più significativi della storia: il ritorno di Ann alla rimpatriata scolastica, il luogo in cui, anni prima, era stata giudicata, etichettata, derisa. E dove torna da adulta portandosi dietro una domanda molto semplice: chi è davvero la loser adesso?
Una canzone per la rimpatriata di Ann
La scena della rimpatriata è importante perché mette una davanti all’altra due versioni della stessa persona. La Ann di allora e la Ann di oggi. Da adolescente era la ragazza che veniva presa in giro per il proprio corpo, quella che gli altri avevano deciso di definire una loser.
Anni dopo torna nello stesso ambiente, ma non è più la stessa. Non perché sia diventata improvvisamente perfetta o perché tutti abbiano cambiato idea su di lei, ma perché è cambiato il modo in cui lei guarda sé stessa.
Ed è proprio questa trasformazione che A Loser’s Swing prova a raccontare.
“Una loser, sei una loser”
Nel testo della canzone, la parola loser ritorna più volte attraverso il coro e il ritornello. All’inizio suona come una voce del passato.
“Una loser, sei una loser.”
È l’etichetta che le era stata appiccicata addosso, non quella di una maglietta, una molto più difficile da togliere. La cosa interessante è che Ann non dimentica.
Ricorda benissimo chi la prendeva in giro, ricorda gli sguardi e il disprezzo. Ricorda quanto fragile si sentiva.
Quello che cambia è il potere che quei ricordi hanno su di lei.
Quando il passato torna davanti a te
Alla rimpatriata accade qualcosa di quasi paradossale. Lui non la riconosce subito. Ann, invece, sa perfettamente chi ha davanti ed è proprio questo rovesciamento a rendere la scena così forte.
Per anni Ann ha portato con sé ciò che gli altri pensavano di lei. Adesso si trova davanti qualcuno che, forse, non si è mai reso conto di quanto certe parole possano restare. Eppure non è lì per vendicarsi.
Da loser a leader
A un certo punto il testo dice:
“Ero una loser e adesso sono una leader.”
Ed è probabilmente una delle frasi che raccontano meglio tutto il percorso di Ann, ma non perché il successo cancella automaticamente il dolore del passato.
Il punto non è: “Adesso sono ricca, quindi ho vinto.”
Il punto è:
“Adesso so chi sono.”
E faresti bene a saperlo anche tu. Ann ha costruito qualcosa. È caduta e si è rialzata. Ha commesso errori e avuto paura, ma ha smesso progressivamente di lasciare agli altri il diritto di decidere quanto vale.
La vera rivincita non è umiliare chi ti ha ferito
Questa è forse la parte che amo di più della canzone. Ann potrebbe restituire la stessa etichetta. Potrebbe guardare la persona che la prendeva in giro e chiamarla perdente, potrebbe finalmente rovesciare i ruoli, ma non lo fa.
Perché non ne ha bisogno e questa, secondo me, è la vera differenza tra vendetta e riscatto. La vendetta ha bisogno che qualcun altro perda. Il riscatto no. Ann non deve dimostrare di essere migliore degli altri.
Deve soltanto ricordarsi quanto vale.
“So chi sono”
Il finale di A Loser’s Swing è probabilmente quello che racconta meglio tutta la storia. Ann riconosce la ragazza fragile che è stata. Non la rinnega e non finge nemmeno che non sia mai esistita, ma non permette più a quella vecchia versione di sé di definire il presente.
Il senso della canzone si racchiude nelle ultime parole:
“Sono cresciuta, so quanto valgo.
Le tue parole non mi offendono più.
So chi sono.
Dimmi chi sei diventato tu.”
Ed è proprio questa la domanda che resta. Perché crescere non significa soltanto avere successo, significa anche chiedersi:
chi sono diventata rispetto alla persona che ero?
Perché uno swing?
Per raccontare questa scena è stato scelto uno swing, una musica vivace, elegante, ritmata quasi ironica che la rappresenta benissimo.
La rimpatriata avrebbe potuto diventare una scena cupa, carica soltanto di rabbia, invece lo swing dà ad Ann un altro passo, quello di una donna che torna nel proprio passato senza lasciarsi schiacciare dagli altri.
È come se entrasse nella stanza con la propria colonna sonora.
Una canzone nata per vivere anche nei reel
A Loser’s Swing è nata anche con un’altra idea: accompagnare i reel dedicati ad Ann perché usare una musica genericamente adatta quando poteva esisterne una scritta proprio per lei?
In questo modo il romanzo continua in forme diverse. Le immagini raccontano Ann. La musica racconta Ann. Le parole raccontano Ann.
È sempre la stessa storia vista da prospettive diverse.
Ascolta A Loser’s Swing
La canzone A Loser’s Swing è disponibile su Spotify con il nome Marina Galatioto Scrittrice.
🎵 Ascolta A Loser’s Swing su Spotify
Se hai già letto Ann the Loser, ascoltala pensando alla scena della rimpatriata. Se non hai ancora letto il romanzo, forse potrebbe essere proprio questa canzone a presentarti Ann.
E tu, quale etichetta hai smesso di portarti addosso?
Forse è questa la domanda che rimane dopo aver ascoltato la canzone. Potrebbe essere qualunque parola che qualcuno ci abbia fatto credere vera. E ora magari è arrivato il momento di chiederti
quella parola mi racconta ancora davvero?
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