Fashion Girls su Prime Video: trama, recensione e perché vedere il film sulla body positivity

curvy girl su Prime video

Ci sono film che raccontano una storia e altri che, quasi senza accorgersene, finiscono per toccare qualcosa di molto personale. Fashion Girls, disponibile su Amazon Prime Video e conosciuto in originale con il titolo Empire Waist, appartiene decisamente alla seconda categoria.

È una commedia young adult che parla di moda, amicizia e adolescenza, ma soprattutto affronta un tema ancora troppo presente nella vita di moltissime ragazze e donne: il body shaming e la sensazione di non essere abbastanza a causa del proprio corpo.

E lo fa partendo da una protagonista che, almeno all’inizio, vorrebbe semplicemente non essere notata, passare inosservata per non attirare commenti e cattiverie.

Di cosa parla Fashion Girls

Lenore è un’adolescente timida, insicura e plus size. Ama la moda e possiede un vero talento per il design: disegna e realizza abiti bellissimi, pieni di colore e personalità che però non indossa mai. Difatti, dopo averli creati, li ripone nell’armadio.

A scuola cerca di passare inosservata, veste prevalentemente di scuro e vive con la costante consapevolezza di avere un corpo che gli altri sembrano sentirsi autorizzati a giudicare.

La sua vita cambia quando incontra Kayla, una compagna di scuola plus size che sembra avere un rapporto completamente diverso con il proprio corpo. Kayla è appariscente, colorata, sicura di sé, estreoversa e non ha nessuna intenzione di nascondersi.

Quando scopre il talento di Lenore e le chiede di realizzare un abito per lei, qualcosa comincia a cambiare.

Dal loro incontro nasce non soltanto un progetto legato alla moda, ma soprattutto un’amicizia capace di coinvolgere altre ragazze che, per motivi differenti, conoscono la sensazione di essere considerate “diverse”.

Il talento di Lenore comincia a portarla esattamente dove ha sempre avuto paura di trovarsi: al centro dell’attenzione ed è proprio lì che dovrà imparare una delle cose più difficili: smettere di guardarsi attraverso gli occhi di chi la giudica.

La descrizione ufficiale presenta Fashion Girls come una storia di crescita, amicizia e accettazione di sé, costruita intorno al sogno di Lenore di diventare stilista. Sogno che nemmeno la madre sembra condividere.

Fashion Girls e il body shaming

Quello che ho apprezzato di più, nel film, è la mancanza del cambiamento, cambiamento fisico intendo. Siamo abituate a storie in cui il personaggio considerato fuori dagli standard deve in qualche modo cambiare, uniformarsi ai canoni dettati dalla società.

Dimagrire. Trasformarsi. Diventare improvvisamente bellissimo secondo i criteri degli altri. Qui il percorso è diverso.

Il problema da risolvere non è il corpo di Lenore. È come Lenore si guarda che deve cambiare. E questa differenza è enorme.

Il film affronta apertamente la grassofobia, il bullismo e la cultura della dieta. Anche il rapporto di Lenore con la madre mostra quanto certi messaggi sul peso e sull’aspetto possano arrivare proprio dalle persone che ci vogliono bene. Difatti la madre di Lenore è la sua prima “nemica”. È lei la prima che spinge Lenore a dimagrire e a nascondersi per non farsi ferire.

Molto spesso certe dinamiche si consumano prima di tutto in famiglia e a dire il vero sono quelle che fanno più male perché da un genitore ti aspetti amore, non critiche, non una sorta di vergogna di te.

L’amicizia tra Lenore e Kayla è il vero cuore del film

Il titolo italiano può far pensare a un film sulla moda, in realtà Fashion Girls è soprattutto una storia di amicizia femminile.

Kayla rappresenta tutto ciò che Lenore pensa di non poter essere: sicura, vistosa, allegra, capace di indossare colori e abiti che attirano l’attenzione, ma sarebbe troppo semplice considerare una ragazza quella fragile e l’altra quella forte.

Procedendo nella storia scopriamo che anche la sicurezza di Kayla ha le sue crepe ed è proprio questo a rendere interessante il loro rapporto. Non c’è una ragazza perfetta che insegna all’altra come vivere. Al contrario, ci sono ragazze che, attraverso l’amicizia, imparano a sostenersi nei momenti in cui ciascuna è più fragile.

Il gruppo poi si amplia  includendo altre ragazze che non corrispondono ai modelli convenzionali di bellezza e normalità. La moda diventa così un linguaggio comune e un modo per dire una cosa semplicissima: io sono qui e non devo chiedere scusa per lo spazio che occupo.

È uno dei temi centrali evidenziati anche dalle recensioni del film, che sottolineano quanto l’amicizia e il sostegno reciproco siano importanti almeno quanto il body positivity.

Gli abiti raccontano qualcosa che le parole non riescono a dire

C’è un altro elemento che mi è piaciuto particolarmente: l’utilizzo della moda. Gli abiti non servono soltanto a rendere il film colorato, ma raccontano i personaggi.

All’inizio Lenore tende quasi a cancellarsi attraverso ciò che indossa, mentre nei suoi disegni emerge una ragazza completamente diversa: creativa, audace, innamorata del colore. È come se la parte più autentica di lei riuscisse a vivere soltanto sui fogli e sui corpi delle altre persone e non sul suo.

Man mano che cambia il rapporto con se stessa, cambia anche il modo in cui si presenta al mondo ed è un dettaglio narrativo molto bello, perché vestirsi non viene rappresentato come un modo per nascondere il corpo, ma per raccontarlo.

La regista Claire Ayoub ha spiegato che il film nasce anche dalle proprie esperienze personali con l’immagine corporea e la scarsa fiducia in sé da adolescente:. Voleva realizzare, in sostanza, il film che avrebbe avuto bisogno di vedere quando era più giovane.

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Fashion Girls parla anche del bullismo

Il film non evita il lato più doloroso della storia. Lenore e le sue amiche vengono giudicate, derise e prese di mira proprio per quelle caratteristiche che le fanno uscire dagli standard e alcune scene possono essere riconoscibili da chi, in qualche modo, ha vissuto il body shaming a scuola.

La cosa interessante è che il film non mostra soltanto l’aggressione evidente. Racconta anche ciò che resta dopo.: la paura di farsi vedere. Il tentativo di non attirare l’attenzione. L’idea che, se qualcuno ti prende in giro abbastanza a lungo per il tuo corpo, forse quel corpo sia davvero il problema.

Ed è proprio qui che Fashion Girls diventa qualcosa di più di una semplice commedia adolescenziale.

Perché quelle sensazioni non sempre rimangono nell’adolescenza. A volte ce le portiamo dietro per anni. Altre volte per sempre.

La mia recensione di Fashion Girls

Fashion Girls non è un film perfetto.

Alcuni personaggi sono volutamente riconoscibili e certe dinamiche scolastiche seguono schemi già visti nei teen movie e, mi duole dirlo, rispecchiano una realtà che sarebbe bene riuscire a cancellare.

Il valore di questo film è nel suo messaggio e soprattutto nel fatto che non cerca di raccontare la body positivity attraverso una protagonista che, per ottenere il lieto fine, deve prima cambiare fisicamente.

Lenore merita amicizia, amore, rispetto e possibilità prima di imparare ad avere fiducia in se stessa. Non dopo e trovo che questa sia una distinzione importantissima.

Il film ricorda anche che essere sicure di sé non significa non soffrire mai per un commento crudele. e lo vediamo bene in ciò che accade a Kayla.

A parte Lenore, Kayla e altri ragazzi, mi è piaciuto molto il padre di Lenore che la ama tanto, glielo dimostra e la sostiene gioendo per i suoi successi apertamente.

Se ti sei mai sentita “quella sbagliata” Fashion Girls fa per te

È per questa ragione che ho deciso di parlarne proprio qui, su AnnTheLoser.com. Perché chi conosce Ann the Loser riconoscerà inevitabilmente qualcosa in fashion Girls: la scuola, il giudizio sul corpo, il tentativo di diventare invisibile, le parole degli altri che finiscono per trasformarsi nella voce con cui parliamo a noi stesse, ma anche la possibilità, un giorno, di tornare a guardarci con occhi differenti.

Lenore e Ann sono personaggi molto diversi e le loro storie prendono strade completamente differenti. Eppure partono da una ferita simile e cioè cosa succede quando per troppo tempo gli altri ti fanno credere che il tuo corpo sia la cosa più importante che vedono di te.

Forse crescere significa anche scoprire che avevano torto.

Dove vedere Fashion Girls

Fashion Girls (Empire Waist) è un film del 2024 diretto da Claire Ayoub, con Mia Kaplan, Jemima Yevu, Rainn Wilson, Missi Pyle e Jolene Purdy. La durata indicata da Prime Video è di circa 1 ora e 37 minuti e sulla piattaforma è presente l’audio italiano.

Al momento della verifica il titolo dispone di una pagina ufficiale su Amazon Prime Video; cataloghi e condizioni di visione possono naturalmente cambiare nel tempo.

Guarda Fashion Girls su Prime Video

Fashion Girls è consigliato?

Assolutamente sì se ti piacciono i film sul riscatto personale, l’amicizia femminile, la moda inclusiva e la body positivity. Direi che merita la visione. Non perché offra una formula magica per imparare ad amarsi, ma perché prova a raccontare qualcosa che ancora oggi abbiamo bisogno di sentirci dire e cioè che non dobbiamo aspettare di avere un corpo diverso (operfetto) per cominciare a vivere la nostra vita.

Ti piacciono i film di riscatto femminile? Guarda anche Funny Money.

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Marina Galatioto è una scrittrice italiana di romance, romantasy e narrativa contemporanea. È l’autrice di Ann the Loser, commedia romantica dedicata a riscatto, seconde possibilità, body positivity e nuovi inizi. Su AnnTheLoser.com amplia l’universo del romanzo attraverso articoli dedicati a lifestyle, moda, relazioni, benessere, curiosità e temi legati alla storia e ai suoi personaggi. AnnTheLoser.com fa parte dell’Archivio Narrativo di Marina Galatioto, dove ogni romanzo continua oltre l’ultima pagina.

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