Fallire nella vita e come ripartire da zero

Ann the loser e Jordan

Fallire nella vita è una delle paure più grandi che abbiamo. Non lo diciamo ad alta voce, ma ci accompagna ogni volta che iniziamo qualcosa di nuovo.

Fallire in un progetto, in amore, nel lavoro, con noi stessi: quanto è terribile? Quanto può essere devastante? Ma se ti dicessi che il fallimento non è la fine della storia, ma il punto esatto da cui ripartire da zero per costruire qualcosa di più autentico? Devi “soltanto” trovare la forza di rialzarti e ricominciare.

Cosa significa davvero fallire nella vita

 

Quando pensiamo al fallimento, immaginiamo una caduta definitiva da cui non possiamo rialzarci. In realtà, fallire non è un evento, ma un’interpretazione. È il senso che si dà a qualcosa a dare a quella cosa un significato e un senso. Possiamo darglielo noi e possono darglielo gli altri.

Hai perso un lavoro? Hai chiuso una relazione? Hai provato qualcosa e non è andata come speravi? Sono fatti, non identità. Il fallimento nasce quando trasformiamo quegli eventi in etichette personali. Invece di dire ho fallito diciamo:

“Sono un fallimento.”

Un fallimento è un momento. Ti è capitato più volte? Sono momenti. Non farli diventare qualcosa che ti intrappola per tutta una vita. Non far diventare dei fatti un’identità. Il fallimento nasce nel momento in cui trasformiamo quegli eventi in identità dicendo che sei tu a essere un fallimento.

È quando si cambia, passando dal considerare di aver fallito al pensare di ESSERE un fallimento che ci freghiamo con le nostre mani e non abbiamo più fiducia in noi stesse. Decidiamo di essere vittime del destino, del fato avverso, nella sfiga, delle persone che non ci apprezzano, anzi, ci disprezzano.

Perché abbiamo paura di fallire

La paura del fallimento nasce da diversi fattori che condizionano le nostre scelte. Si fanno scelte in ogni momento della giornata, ma alcune di queste sono condizionate ad esempio da:

Il confronto costante

Viviamo in un’epoca in cui tutti sembrano essere meglio di noi.  Sui social vediamo successi, traguardi, sorrisi. Raramente ci mostrano le cadute. E se le vediamo è soltanto per raccontarci il “viaggio dell’eroe” finalizzato a creare in noi quell’empatia necessaria a farci acquistare un corso, un prodotto, un servizio, insomma qualcosa.

Questo crea l’illusione che fallire sia raro. In realtà è universale. Ti sei mai chiesto quante volte hanno fallito le persone che oggi reputi di successo? Quante volte sono cadute? Quante volte hanno pensato di non farcela?

L’educazione alla performance

Ci insegnano a essere bravi, non a essere resilienti. A vincere, non a perdere. Non ci raccontano quanta fatica possa costare, quanto lavoro sia necessario. La prima cosa che si dovrebbe imparare è come gestire le sconfitte così da non esserne vittima. Non ci preparano a gestire le sconfitte, ma a giudicarle come catastrofi che ci definiscono perdenti.

L’identificazione con il risultato

Se il nostro valore dipende da ciò che otteniamo, ogni errore diventa una minaccia personale e un piccolo fallimento, un evento, diventano una crisi esistenziale che non siamo in grado di superare o di gestire.

Ann the loser

La verità che nessuno dice sul fallimento

Fallire nella vita non significa essere incapaci. Significa aver avuto il coraggio di provarci, ma di non aver considerato tutte le criticità e le variabili. Fallire significa soltanto non aver stimato lo sforzo, non aver considerato le problematiche, non aver stimato le soluzioni o il lavoro che serviva.

Chi non fallisce spesso è soltanto chi resta nella zona di comfort, evitando rischi, ma allo stesso tempo non ottenendo nulla di più.

Ogni imprenditore che oggi ammiri ha fallito almeno una volta.
Ogni relazione stabile nasce spesso da amori finiti male.
Ogni persona sicura è passata attraverso momenti di dubbio.

Il fallimento non è il contrario del successo. È solo una parte del processo e serve a imparare, a correggere il tiro e a prepararsi a nuove vittorie.

Il momento in cui tocchi il fondo

Cadere può far male, ma è anche il momento più potente. È qui che inizia la vera rinascita. Toccare il fondo dovrebbe spingerci a guardare dentro noi stessi con sincerità. Dovrebbe essere un momento in cui capire cosa conta davvero e infine farci decidere chi essere:

  • chi si arrende? o
  • chi reagisce?

“Fallire può essere il punto di svolta più importante della tua vita.”

Come ripartire da zero

Ripartire da zero non dev’essere soltanto un atto impulsivo, qualcosa che fai tanto per fare. Dev’essere un percorso consapevole. Impari e utilizzi la lezione per non commettere più lo stesso errore. Non è detto che non ne commetterai altri. Il successo si raggiunge utilizzando gli errori per correggere il tiro e raggiungere la metà.

Accetta quello che è successo

La prima cosa da fare è smettere di negare il fallimento e di ripetere che non ci importa. Certo che ci importa altrimenti avremmo archiviato tutto con un’alzata di spalle, senza avere ripercussioni su umore e fiducia in noi stesse.

La rabbia, la delusione, possono essere utilizzate come spinta a fare di meglio. Non per avercela con gli altri, ma per diventare propulsori. Trasforma ciò che non ti piace in qualcosa di utile.

Separati dall’errore

Hai fatto una scelta sbagliata? Succede a tutti. Si tratta di una scelta. Tutti ne fanno. Di scelte, intendo dire. Ci alziamo al mattino e già solo mettere un piede giù dal letto rappresenta una scelta. E chissà quante potrebbero risvegliarsi sbagliate. O magari giuste sulla lunga distanza. E già, perché una decisione che può sembrare sbagliata oggi, magari è il punto di svolta che ti porterà al successo domani.

Il tuo valore non dipende da un risultato. Dipende dalla tua capacità di evolvere, di imparare giorno dopo giorno.

Ann the loser

Analizza senza giudicarti

Ripartire da zero non significa cancellare tutto, fare finta che non sia mai successo. Analizza l’errore, analizza la sconfitta. Chiediti che cosa puoi imparare da quella esperienza e mettila a frutto. Chi ha successo non smette mai di aggiustare il tiro per andare avanti e sempre più in alto.

Riparti con piccoli obiettivi

Uno degli errori più comuni è voler fare tutto subito, partendo senza conoscenza, senza un minimo di esperienza. Certo, talvolta funziona, ma si tratta di fortuna e non di pianificazione. E questi casi, spesso non dura, perché chi ha raggiunto l’apice non ha la minima idea di come mantenerlo. Il successo, per conservarlo, deve essere sempre nutrito.

Per raggiungere la cima stabilmente bisogna compiere piccoli passi, uno dopo l’altro, avere obiettivi realistici che puoi raggiungere e dai cui trarre nuovo entusiasmo e vigore, e costruirsi nuove abitudini.

Cambia la narrativa

Finché continui a ripeterti che fallirai, perché hai già fallito una volta, non farai altro che attirarti altri fallimenti. Perché? Ti ripeterai:

“Ho fallito nella vita.”

Non farai niente per cercare di sovvertire la situazione. Rimarrai fermo, non saprai cosa fare. Penserai che tanto è inutile far qualcosa perché niente funzionerà.

Cambia la direzione dei tuoi pensieri. Non essere pessimista, non pensare a te come a un fallimento.

Ripartire da zero è un atto di coraggio

C’è qualcosa di potente nel ricominciare. È una dichiarazione d’intenti. È dire

“Io sono qui e non mi arrendo.”

Non ho intenzione di andarmene, o di darmi per vinta. Quando ricominci non hai niente da perdere. Non devi sostenere un ruolo. Devi soltanto darti da fare. Cosa vuoi davvero? Puoi partire da lì e continuare a perseguire il tuo scopo per raggiungere il tuo obiettivo.

E spesso la risposta è diversa da quella che inseguivi prima di “fallire”.

Accogli la trasformazione

Molte persone vivono il fallimento come una gara persa, ma la vita non è una competizione lineare. Ognuno ha tempi diversi, cicli diversi, attimi di crisi diversi. Il punto non è evitare di cadere.

Fallire nella vita fa male.
Non c’è bisogno di romanticizzarlo, ma può diventare il punto di svolta più importante del tuo percorso. Ogni volta che cadi, hai soltanto due possibilità o riprovarci fino a che non ce la farai oppure arrenderti.

Potresti fallire in entrambi i casi, però… hai mai pensato che tentare è un modo per continuare a sentirsi vivi? Arrendersi subito è il modo peggiore per morire dentro. E subito.

Condivido con te i miei pensieri perché ho fallito molto. Mi sono sentita un fallimento per tanto tempo. Fin troppo. So quanto possa essere brutto sentirsi una nullità ed essere presa in giro. Vorrei che ogni persona potesse rialzarsi e raggiungere qualcosa di bello nella vita. Non ciò che io considero bello e che vorrei. Non ciò che gli altri ritengono sia di valore, bensì ciò che è bello e desiderabile per te.

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