
Accettare il proprio corpo curvy non è un hashtag. Non è una frase motivazionale da scrivere sotto una foto. Non è nemmeno una posa davanti allo specchio con la luce giusta. È un processo fatto di giorni buoni e giorni in cui ti guardi e vorresti scomparire. È un percorso che ha a che fare con lo sguardo degli altri, ma soprattutto con il tuo.
Se sei una donna curvy e ti sei sentita almeno una volta “troppo”: troppo morbida, troppo visibile, troppo diversa, blog è per te.
Cosa significa accettare il proprio corpo curvy
Quando da adolescente venivo presa in giro e bullizzata per il mio aspetto mi sentivo dire spesso che dovevo imparare ad amarmi, sentirmi a mio agio sempre e non avere insicurezze. Facile dirlo, non è vero? Molto meno facile è farlo. Ancor più difficile farlo essendone convinta. Accettarsi non significa questo.
Accettarsi vuol dire qualcosa di diverso. Vuol dire non farsi la guerra, non insultarsi davanti allo specchio, e considerare noi stesse qualcosa di diverso da una taglia di pantaloni. Il nostro valore non è la nostra taglia. Anche perché, se così fosse, soltanto prendendo in considerazione i numeri, noi varremmo sicuramente di più.
La body positivity nasce come movimento per dare visibilità ai corpi esclusi dagli standard dominanti. Ma nel quotidiano, per una donna curvy, significa qualcosa di più profondo:
“Smettere di vivere il proprio corpo come un problema da risolvere.”
Perché è così difficile amare un corpo curvy
Principalmente per i canoni della società. Siamo state educate alla magrezza. Lo vediamo nei film e nelle pubblicità, lo leggiamo nei romanzi. Se parliamo di pubblicità… beh, lasciatemi essere polemica per un attimo. Vediamo spot in cui, per par condicio, ci sono una famiglia “normale”, una coppia omosessuale, qualcuno di razze diverse (o etnie) e noi?
Perché ci infilano tutto per non essere tacciati di omofobia, di razzismo, eccetera, e non ci mettono anche una curvy? Perché il corpo curvy viene tollerato, non celebrato. Quindi, tornando alle pubblicità, ecco che sistemano ogni cosa tranne questo concetto. E ci educano alla magrezza.
I commenti travestiti da consigli
Questi a mio parere, sono peggio di tutto. I commenti cattivi li riconosci. Sai che sono tali. magari ti offendono, però sei in grado di catalogarli, giusto? I commenti sono una cosa diversa. Di solito arrivano da un familiare, un’amica, un vicino di casa, qualcuno che è nella tua cerchia ristretta e che si permette di darti un consiglio (ovviamente non richiesto) su come dovresti essere.
«Sei così carina di viso..» oppure «Se dimagrissi un po’ saresti perfetta.»
Chi lo dice? una persona. È il suo punto di vista. A questo proposito vorrei aprire una parentesi (e cercherò di chiuderla in fretta, per non dilungarmi troppo). Personalmente, non mi permetterei mai di dire a una persona cosa fare di sé stessa. E se state cercando di far passare la libertà di dire ciò che si vuole a prescindere, o di affermare che lo fate per “amicizia” lasciate che vi tolga il dubbio.
Chi denigra il mio corpo non è mio amico. Chi mi aiuta a scendere nello sconforto NON è mio amico. Chi sostiene che la libertà di parola è sacra allora si metta al muro e accetti che gli altri lo trattino male, gli dicano quanto è stupido e lo facciano sentire una nullità.
Perché se vuoi essere libero di dire ciò che vuoi, devi dare agli altri la stessa libertà. Quindi se mi dici che devo dimagrire devi accettare che ti dica che l’uomo che hai sposato è un idiota, o che tu sei una ignorante. E poi niente. E con niente intendo dire che ascolti e non rispondi. Non replichi, non discuti.
“La tua libertà finisce dove inizia la mia. E viceversa.”
E se non ti è chiaro, pensaci. Vedrai che se ci rifletti arriva a questa conclusione.
Il confronto continuo
Social media, influencer, filtri che ci fanno più belle, più magre, meno vecchie. Ci confrontiamo con corpi che non sono reali. E ci convinciamo di non essere abbastanza, che abbiamo bisogno di un filtro per essere migliori. Senza ci sentiamo spogliate e vulnerabili.
Specchio e percezione corporea
Il problema non è lo specchio. È la voce nella nostra testa. Quella che ci invita a focalizzarci sui difetti: le cosce grosse, la pancia prominente, il naso grande, le labbra sottili, le braccia come tronchi… La percezione corporea è un filtro mentale. Non sempre riflette la realtà.
Molte donne curvy vedono solo difetti. Altre vedono femminilità e forza. Il vero lavoro è cambiare la prospettiva da cui guardiamo il nostro corpo. E come valutiamo noi stesse.
Come iniziare ad accettare il proprio corpo curvy
Non esiste un interruttore acceso/spento. Non cambi dall’oggi al domani. Piacersi è un processo a volte veloce altre più lento. È iniziare da qualche e continuare a costruirsi giorno dopo giorno.
Smetti di parlare male di te
Ogni volta che usi le parole che usano gli altri per definirti, ogni volta che ti rivolgi a te stessa trasformando gli insulti nella tua realtà non fai che rafforzare un’identità negativa che ti si appiccica addosso come carta moschicida.
“Tu non sei il tuo corpo. Tu hai un corpo. Ed è quello che vedi nello specchio.”
Cambia il modo in cui ti vesti
Vestirsi per nascondere il corpo è sopravvivenza. Vestirsi per esprimere te stessa è libertà. Nella sezione Fashion Curvy del blog parleremo di:
- come valorizzare le forme,
- come scegliere capi che strutturano,
- come vestirsi senza chiedere scusa.
Il corpo non va nascosto. Va capito.
Autostima
Non è solo una questione estetica. È identità. Il corpo è ciò che ti definisce esteriormente. Quando non accetti il tuo corpo eviti le fotografie, eviti le relazioni, eviti anche le opportunità, convinta di non meritarle. Sono tutte sciocchezze, prova ne è che, se ti guardi attorno, sono ben poche le persone che possono dire di avere corpi perfetti. Eppure la maggior parte delle persone ha un lavoro, una relazione sentimentale, si sente a suo agio, persino si piace.
Per loro il corpo non è una scusa per non vivere, per noi sì.
Accettare il proprio corpo curvy significa sentirsi degne, desiderabili, sentirsi abbastanza.
Corpo curvy e relazioni
Molte donne curvy vivono una convinzione silenziosa che ha una pessima influenza non solo sul loro umore, anche sulle possibilità di felicità. Di cosa parlo? Dell’amore, ovviamente. Molte donne curvy sono convinte di non poter piacere e che verranno scelte da un uomo solo se non gli si presenterà di meglio.
Sappi che la sicurezza di sé conquista più della taglia. Ho un’amica che in quanto a relazioni ci ha proprio dato dentro. E non è soltanto curvy, è plus-size! Eppure questo non l’ha minimamente scossa. Non ha scosso le sue certezze. Molti l’hanno scelta.
Body positivity puntualizzazioni
C’è un errore pericoloso nella narrazione moderna che spinge ad amare ogni cosa di sé stessi. Beh, non devi per forza amare la cellulite, o quell’orrendo brufolo che ti è venuto sulla guancia dopo che ti sei mangiata qualche etto di salame. L’importante è non odiarli. Dal mio personale punto di vista, è proprio questo il segreto.
“Non odiare.”
L’odio distrugge, l’odio combatte contro di te. L’odio è un sentimento che non ti fa stare bene. Il tuo copro non ti piace? Non odiarlo. È l’unico che hai. Senza non saresti qui. Se fosse malato, se non potesse camminare, se non ci vedessi… non sarebbe peggio?
Sostengo la body neutrality le good vibes.
Cosa significa? Che se non ti piace non devi per forza odiarlo. Si fa quello che si può con ciò che si ha. Come quando dici che vorresti essere ricca, avere ai piedi gli uomini più belli del mondo, campare fino a duecento anni e cose del genere.
Romanzi con protagoniste curvy
Leggere storie con donne curvy desiderate, amate, protagoniste cambia decisamente qualcosa. La narrativa costruisce immaginari collettivi, cambia la società, il presente e il futuro. Cambia i canoni della moda, quelli culturali, getta le basi per nuovi orizzonti. Non ci credi? Osserva. Leggi un libro.
Se cresci leggendo solo storie con eroine magrissime e sempre perfette finirai per sentirsi schiacciata dalle tue imperfezioni. Per questo nel blog troverai:
- romanzi con protagoniste curvy,
- storie body positive,
- eroine imperfette ma potenti.
La rappresentazione è trasformazione.
7 passi concreti per accettare il proprio corpo curvy
Ecco una breve lista di cose che si possono fare per sentirci meglio con noi stesse:
- smetti di confrontarti con ragazze super magre, eviterai di roderti di invidia;
- compra vestiti per il corpo che hai ora;
- fatti fotografare;
- smetti di rimandare la vita a “quando dimagrisco”;
- allenati se vuoi. È salutare se fatto con il giusto punto di vista;
- cura il tuo corpo per rispetto non perché sei curvy, bensì perché ogni persona deve prendersi cura di sé stessa indipendentemente dalla taglia;
- ricorda che il tuo valore non ha una taglia. Il tuo valore è rappresentato dal tuo carattere, dalla tua professionalità, da ciò che ti rende quella che sei.
Accettare il proprio corpo curvy
Non è solo qualcosa di personale. È culturale. Perché ognuno ha diritto di esprimere sé stesso attraverso un modo di vestire, di porsi, di parlare. Tu esisti e quindi puoi vestirti come ti pare senza vergognarti di come sei. Nessuno dovrebbe ergersi in cattedra e dire agli altri come essere. Nessuno dovrebbe essere criticato o preso in giro per com’è o per le cose in cui crede.
A questo link trovi la dichiarazione dei diritti umani che tropo spesso viene ignorata. E non parlo delle macro cose che accadono nel mondo e che sono evidenti manifestazioni di come i diritti umani vengano lesi. Parlo delle “cose piccole” che alcuni potrebbero ritenere insignificanti, ma che non lo sono. La discriminazione non va tollerata mai. E quando vieni denigrata, presa in giro, bullizzata, per le tue forme abbondanti si tratta di discriminazione. e in quanto tale va trattata. Puoi usare questo video per farlo capire alle persone.
Leggi anche:
- come vestirsi se sei curvy e vuoi sentirti potente;
- come ricostruire l’autostima dopo anni di body shaming;
- corpo curvy e dating: come sentirsi desiderabili;
- specchio e distorsione corporea: perché ti vedi peggio di come sei;
- 5 romanzi con protagoniste curvy da leggere.

